Il diritto agli alberi

La giornata degli alberi ha origini molto antiche: risalirvi porterebbe ad evidenziare quanto uomo e albero abbiano da sempre radici intrecciate, nel mutuo rispetto, ma anche nel culto dell’uomo verso una così nobile forma di vita.

La Festa degli Alberi fu istituzionalizzata in Italia nel lontano 1923 con lo scopo di infondere e diffondere nei giovani il senso di cura e riconoscenza verso le piante, ma basterebbe osservare un bambino di fronte a un albero per comprendere quanta innata comunicazione vi è fra loro.

Tutto nell’albero incuriosisce il bambino: la maestosità, la stagionalità, il mistero che si cela fra le foglie, il tronco ruvido e possente che nasconde microcosmi curiosi, i rami robusti pronti a sostenere le arrampicate verso il cielo.

Il poeta cubano Reinaldo Arenas, per la propria libertà, trovò rifugio sugli alberi per lungo tempo e tra i rami scrisse questa poesia: “Gli alberi hanno una vita segreta, che si rivela solo a coloro che sono pronti a salirci.”

E dunque, il giorno dopo la Giornata dei diritti dell’infanzia, la Festa degli Alberi ci ricorda un patto tra infanzia e albero, un diritto che ora trova rara espressione: il diritto a salire sugli alberi per capirne misteriosi segreti. Di più, il diritto a lasciare che i bambini continuino a dialogare con gli alberi.

Albero poesia

SV