La vera avanguardia dell’educazione

Si parla molto di Buona Scuola, di riforme e di innovazione, e forse la soluzione è molto più semplice di quello che pensiamo: la scuola del futuro, la scuola che vogliamo promuove la natura come risorsa potente per l’apprendimento, e ci sono numerosi studi e ricerche a dimostrarcelo.

Una scuola in natura: rendere più verdi le nostre scuole può essere l’avanguardia dell’educazione

Fuori Atlanta, di ritorno da una gita di classe nel bosco, un bambino di sei anni emozionato mette le mani alla testa e dice: “c’è così tanta natura e io ho solamente due occhi ed un cervello…  penso che esploderà!”

Un insegnante della Chattahoochee Hills Charter School, una scuola fondata sulla natura, mi ha raccontato la storia di questo suo studente e nel raccontarla sembrava emozionata quasi come il bambino, anche se non si è messa le mani alla testa. Stavamo osservando una troupe televisiva di “This Morning” della CBS che gironzolava. I membri della troupe stavano lavorando su di un pezzo che parlava delle scuole che enfatizzano il mondo naturale come ambiente di apprendimento. Ed ecco quello che vedevano. Una serie di classi, ciascuna all’interno dell’edificio: di fronte ad ogni casse vetri per fare entrare luce naturale e per fare in modo che gli insegnanti possano aprire la stanza e avere accesso a elementi naturali. Intorno alla scuola un bosco intrecciato di sentieri, e dal profondo di questo bosco arrivare il suono delle risate, delle corse e degli apprendimenti dei bambini.

Alla Chattahoochee Hills Charter School, gli studenti trascorrono un terzo del loro tempo all’aperto.

Progettare questa scuola non è stato facile. Come molte scuole basate sulla natura ci sono stati ostacoli nel cammino, ma Clay Johnson Preside della Chattahoochee Hills Charter School, riporta risultati eccezionali: […] Nei test la scuola ha ottenuto, rispetto alle altre scuole, i risultati migliori rispetto alla media, in tutte le materie. […] Gli studenti della Chattahoochee Hills Charter School sono anche più sani: “in media perdono molti meno giorni di scuola rispetto agli studenti di qualsiasi altro posto”

I risultati sulla salute non sono difficili da ottenere. Nelle scuole scandinave dove si esce con qualsiasi tempo, gli studenti escono ogni giorno, con ogni tipo di tempo atmosferico, e manifestano meno raffreddori e influenze dei bambini che trascorrono le loro giornate chiusi dentro alle classi. E i risultati didattici? Probabilmente gli stessi delle scuole in Finlandia. Negli anni ’70, dopo la fine della guerra e dell’occupazione russa, le scuole finlandesi erano in pessimo stato. Ma durante gli ultimi dieci o vent’anni, mentre gli stati uniti cominciavano a restare indietro, i risultati delle scuole Finlandesi in matematica, scienze e lettura erano costantemente vicini o ai valori massimi del Programma per la Valutazione Internazionale dell’Allievo (PISA).

La Finlandia è classificata prima nelle misurazioni PISA di efficacia dello studio. La ragione di questi risultati è complessa, ma in Finlandia l’intervallo all’aperto, spesso in spazi naturali, è considerato quasi fondamentale per ottenere buoni risultati scolastici nella capacità di lettura e scrittura.

I bambini devono poter stare, bene, in un bosco.

In un articolo del 2014 sull’Atlantic, Tim Walker, docente americano in Finlandia, ha spiegato che era scettico al riguardo della pratica finlandese di dare 15 minuti di pausa ogni ora. Poi ha notato la differenza nella sua classe e scrive: “Normalmente, gli studenti e gli insegnanti in Finlandia, si prendono 15 minuti di intervallo ogni 45 minuti di lezione. Durante un tipico intervallo gli studenti escono fuori, giocano e socializzano con gli amici mentre gli insegnanti vanno in sala professori a prendere un caffè…  Da quando ho inserito queste piccole pause nel nostro piano orario, non ho più visto bambini strascicare i piedi come zombie nella mia classe! E, molto importante – lui riporta – dopo questi 15 minuti di intervallo all’aperto, i suoi studenti erano più concentrati durante le lezioni.”

Nonostante questo diffuso resoconto sui successi della Finlandia, la maggioranza delle scuole americane  ha marciato nella direzione opposta: riduzione degli intervalli, meno escursioni, più tempo trascorso seduti nei banchi di scuola, più test  e più computer, con iPads e video giochi usati in modo crescente quali strumenti di insegnamento in classe.

Tutto ciò ha portato molti di noi a presumere che più tecnologia in classe necessariamente aumenti la qualità dell’istruzione. Effettivamente c’è più tecnologia digitale dentro e fuori dalle classi, e ne vedremo ancora di più. Ma quanto vogliamo realmente andare in questa direzione, senza bilanciarne gli elementi?

Prendiamo come esempio quella che può essere considerata una scuola ad alta tecnologia: la ‘AltSchool di Brooklyn’. Come scrive Rebecca Mead sul The New Yorker non sembra un’istituzione scolastica tradizionale. Non vi è uno spazio di gioco, nessun vigile all’angolo della strada e nessuna folla di bambini che bloccano i marciapiedi al mattino. La scuola è posta su di un piano, in un edificio commerciale prospiciente Montague Street. All’interno la scuola è davvero all’avanguardia: gli studenti utilizzano tablet, nei muri delle sue classi sono inserite telecamere che catturano ogni parola, azione, ed interazione, per  una potenziale analisi.”L’insegnante del futuro sarà trasformato in un detective abilitato all’analisi di dati ” secondo uno dei fondatori della scuola. “Retroattivamente onnisciente” come un impiegato di Google, lo ha definito un altro dirigente della AltSchool.

Quindi le buone notizie, apparentemente sarebbero che i test, così come li conosciamo, sarebbero destinati a sparire. La notizia conseguente però è che non avremo bisogno dei test tradizionali perché le macchine guarderanno i nostri bambini tutto il tempo: ogni battuta sulla tastiera sarà registrata e misurata, ogni mossa irrequieta, ogni occhio che vaga in sogni ad occhi aperti, ogni sguardo ad un albero oltre la finestra, o al  movimento nel vento.

L’evidenza a sostegno di una scuola basata sulla natura, sull’apprendimento esperienziale (o come viene variamente viene chiamato questo approccio) si costruisce da decenni.

Tra l’altro non è richiesto un setting puramente naturale: questo ‘metodo’ può essere applicato in un bosco ma anche in un quartiere urbano, specialmente se è arricchito con piccoli spazi naturali. Gerald Lieberman, un esperto di educazione di fama internazionale, nel 2002 collaborò a produrre un rapporto per lo stato della California […]. Lui ha lavorato con 150 scuole in 16 stati per 10 anni, individuando i programmi di istruzione in modelli basati sull’apprendimento esperienziale e di educazione nel territorio, esaminando i risultati di quegli studenti nelle prove standardizzate. Le scoperte erano sbalorditive. Gli studenti in quelle scuole ottennero risultati migliori negli studi sociali, nella scienza, in letteratura e in matematica; migliorando i punteggi nelle loro medie e sviluppando abilità nella soluzione dei problemi, nel pensiero critico e nei processi decisionali.

Più tardi, David Sobel, un pioniere nella filosofia dell’ istruzione basata sull’educazione nel territorio condusse una revisione indipendente di questi studi: la sua conclusione? Nell’esaminare le abilità, l’istruzione basata sull’educazione al territorio dovrebbe essere considerata “il Santo Graal della riforma dell’ istruzione.”

Nel 2013, la Harvard Education Press pubblicò il libro di Lieberman, “Istruzione e Ambiente: Creare Programmi Standard in scuole e distretti.” , ed oggi, Sobel, autore di molti libri sul tema, insegna alla ‘Antioch University’ del  New England, dove ha recentemente collaborato a lanciare un Curriculum per la scuola dell’infanzia, un programma pensato essenzialmente per ‘insegnare agli insegnanti’ come portar fuori i bambini per imparare. Mary Baldwin, con il  College’s Environmental-Based Learning Program offre un aiuto simile agli educatori. C’è una richiesta crescente. Il numero di scuole dell’infanzia improntate alla natura e di scuole simili alla Chattahoochee Hills Charter School è in aumento. Così quanto quello di giardini scolastici e spazi di gioco naturali anche nelle scuole primarie e secondarie.

Al tempo, e ancora oggi, il rapporto di Lieberman fu sostanzialmente ignorato dal ministero dell’ istruzione. Fra le possibili ragioni, vi è che erano prove relativamente recenti, e che la maggior parte degli studi mostrarono una correlazione, ma non necessariamente un rapporto di causa-effetto. Studi più recenti, e longitudinali stanno emergendo. Un studio durato sei anni in 905 scuole elementari pubbliche nel Massachusetts, ha accertato che i bambini di terza raggiungevano risultati più alti nei test standardizzati nella lingua inglese e in matematica in quelle scuole che avevano una maggior vicinanza ad aree naturali. Similmente, i risultati preliminari di uno dell’Università dell’Illinois, compiuto su bambini di 10 anni di più di 500 scuole di Chicago, che compara ‘scuole verdi’ con scuole più tipiche, indica risultati simili, specialmente per gli studenti maggiormente incoraggiati. A quanto pare, ‘rinverdire’le scuole può essere uno dei modi più economici di aumentare i risultati nei test studenteschi.

In molti distretti, la tecnologia continua a governare le routine scolastiche. Rifiutare gli strumenti digitali non è il punto della questione. Questi strumenti sono utili, ma allo stesso modo lo è la natura. Le ‘scuole verdi’ stanno aumentando in un trend contrario e altrettanto forte – così come alcuni esperti in tecnologia mettono anche in dubbio i principi fondamentali che ci conducono all’eccesso di tecnologia.

Il Preside della Chattahoochee Hills Charter School, Clay Johnson,  è  uno di loro. Non molto tempo fa lavorava alla Casa Bianca come tecnico informatico dell’amministrazione: a lui piacciono i suoi aggeggi tecnici e guida una Tesla. Ma crede ferventemente che la vera avanguardia dell’educazione stia là dove cominciano il bosco ed i campi. E gli irrefrenabili studenti della sua scuola sembrano essere d’accordo.

[…]

Tutti noi possiamo capirlo, quindi: a tutta natura! E ognuno di noi con solo due occhi e un cervello.

 

Per approfondire (Traduzione e adattamento CO)