Per uno spazio gioco tutto all’aperto

Per la serie “racconti di questo tempo”, condividiamo con piacere la documentazione della riprogettazione da parte di un servizio amico.

Il nostro è un servizio di Compresenza Bambini e Adulti Comunale (spazio gioco 12mesi- 36 mesi), che ha sede presso Villa di Serio (Val Seriana).  Non potendo garantire l’apertura del servizio nella sede per il Covid e dopo aver fatto una prima sperimentazione a luglio, abbiamo riprogettato il servizio organizzando un’aperura settimanale di due ore (9.30-11.30) presso il parco del Serio.  Un parco bellissimo che costeggia una parte del fiume Serio.

A settembre abbiamo aperto le iscrizioni e si sono iscritte 11 coppie bambini e adulti (3 nonne e 8 mamme). Abbiamo organizzato un incontro con le famiglie interessate per presentare il progetto e prepararci in modo adeguato per poter stare al parco in modo confortevole. Ci siamo attrezzati con teli impermeabili per poter stare seduti per terra, un abbigliamento adatto per i bambini e gli adulti, dei termos per offrire tisane calde e caffè e delle sedie da campeggio per chi fatica a stare seduto per terra.

La mattinata segue una routine: iniziamo in cerchio con i saluti e delle canzoni poi vengono proposte delle esplorazioni da fare insieme, bambino e adulto, una merenda con bevande calde e poi concludiamo sempre con la lettura di albi illustrati.

L’esperienza oltre che essere una piacevole attività all’aria aperta apre delle interessanti domande dal punto di vista educativo. Provo a riassumerne alcune come spunto dalle quali partire per condividere con voi alcune riflessioni.

-Innanzitutto come trasformare questa esperienza in natura in una ricerca condivisa tra gli adulti e i bambini? -Quali sono i possibili apprendimenti che i bambini possono fare con noi in natura?

-Cosa apprendono i genitori dall’osservare il proprio figlio approcciarsi alla natura?

-E questa esperienza condivisa insegna qualcosa anche agli adulti sul loro modo di osservare e vivere la natura?

Abbiamo strutturato, così, delle esplorazioni come modello di approccio educativo all’esperienza.

L’esplorazione viene strutturata con un obiettivo che permette a tutti di entrare in modo consapevole nell’esperienza (cerchiamo delle piume, delle foglie o dei bastoni). L’obiettivo si definisce sulla base di ciò che abbiamo osservato nelle precedenti esplorazioni (cosa ha raccolto l’attenzione del bambino, quali scoperta ha portato alla mia attenzione…) Ad ogni coppia diamo una scatolina per raccogliere oggetti. Definiamo un tempo che può andare da 15 minuti a 45 minuti in cui ogni coppia è libera di muoversi nell’esplorazione. Nel frattempo, osserviamo e facciamo delle fotografie, ci affianchiamo di volta in volta alle coppie e proviamo a sollecitare con qualche domanda, favorendo quel processo maieutico di conoscenza e apprendimento, oppure costruendo analogie con le scoperte del bambino in un rapporto di reciprocità (anche io trovo molto interessante le foglie con il buco…) Le esplorazioni che proponiamo sono per noi occasione per sostenere gli interessi, le potenzialità di ciascun bambino e la loro disposizione naturale a conoscere e scoprire ciò che li circonda e per avvicinare gli adulti che accompagnano i bambini alla natura. Terminata la raccolta ci ritroviamo in cerchio per condividere quello che ognuno ha raccolto.

Ci sembra che uno dei punti forza di questo progetto sia nell’offrire ai bambini uno spazio e un tempo per esplorare assecondando il proprio gusto, i propri sensi, sicuri di una presenza adulta che condivide l’esperienza con loro, senza obbligarsi al prodotto o al risultato o all’acquisizione di competenze. Essendo il progetto pensato per la coppia anche il genitore può abbandonarsi al piacere di un’esperienza che lo vede protagonista, può vedere il suo bambino esplorare in modo naturale senza necessariamente arrivare ad un risultato.

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