Fermarsi

Oggi niente pagine di quaderno, niente compiti, niente proposte da fare. Se fosse un giorno a scuola di quelli normali, sarebbe bello che assomigliasse alla mattina in cui la maestra Giorgia e i suoi bambini hanno trovato un merlo privo di vita nel giardino e, anziché lasciarlo lì ed eludere le domande che quell’incontro portava con sé, lo hanno raccolto e osservato con rispetto anche se a debita distanza. E poi, seduti in cerchio, si sono ascoltati e interrogati, permettendo che ognuno potesse dare parole a quello che stava succedendo. Ecco, oggi per noi fare educazione e scuola è anche fermarsi e offrire uno spazio per parlare di questo tempo inedito, che preoccupa per primi i grandi: anche a distanza, oggi può essere un giorno buono per offrire ascolto ai pensieri e alle parole dei bambini e dei ragazzi, facendo sentire nei modi che sappiamo la nostra presenza. Poi potremo aprire i libri e dedicarci a quegli approfondimenti che ci piacciono tanto, ma prima prendiamoci cura del sentire reciproco. Perché anche questa è scuola e senza oggi è più difficile abitare questo presente.

MG, immagini (ed esperienza) di GLG

Merlo