Sulla soglia del bosco

Stavamo per scrivere di “Sulla soglia del bosco” di Antonio Ferrara, bellissimo libro dove il bosco è insieme realtà e metafora, ma poi ci siamo imbattuti in questa recensione di un adolescente, che coi suoi 14 anni ha colto molto più di quello che noi saremmo stati capaci di raccontare. E dunque, col suo consenso, siamo felici di ospitare le parole di Matteo Zaccarelli, che potete seguire sui profili Instagram @matteozacca_guitars e @matte_zacca.
Grazie Matteo: il mondo, con tutti i suoi boschi, è in buone mani se è anche nelle tue.

Sei sulla soglia del bosco, hai la possibilità di scegliere. Puoi restare nelle tue tranquille certezze o puoi seguire il richiamo della natura. Se la oltrepassi, quella soglia, approderai nell’irresistibile sconosciuto. Davanti a te, la possibilità
di metterti in gioco, dietro di te, una vita alienante costellata di sicurezze e normalità. Nel bosco ti perderai tra la fitta vegetazione e avrai modo di dedicarti alla ricerca di te stesso; oppure resta pure al tuo posto, imprigionato nella gabbia della tua quotidianità.

Il libro di Antonio Ferrara intitolato: “Sulla Soglia Del Bosco” ti pone dinanzi a questo bivio. Hai scelto di accettare la sfida? Allora cammina e comincia a calpestare l’erba morbida; muoviti all’ombra dei rami intrecciati, prosegui in mezzo al fogliame e inoltrati nella profondità della foresta. È li che ti perderai, ma ne sarà valsa la pena.

Fermo è un adolescente tutt’altro che immobile come pensava che il suo nome significasse. Desidera scoprire, andare contro le regole imposte dagli adulti e decide quindi di entrare nel bosco, nonostante gli sia stato proibito. Il ragazzo si immerge nella natura che lo circonda e incontra due strani personaggi: Bartolomeo e Giacinto. Sono rispettivamente uno senza gli arti superiori e l’altro cieco.

Subito la paura lo pervade, ma poi, ciò che prima era spavento, si trasforma in qualcosa di molto più profondo che va contro ogni forma di pregiudizio. Insieme lavoreranno per mantenere il bosco ricco di alberi e la vegetazione rigogliosa ma Fermo dovrà lottare contro il parere dei genitori che gli impediscono di andare nel bosco. Il protagonista imparerà ad amare la foresta, a difenderla e ad accudirla amorevolmente.

Il libro, con un linguaggio semplice e diretto, tocca temi molto sensibili per il nostro tempo. Si parla infatti dello scontro continuo tra ragazzi e genitori e dell’importanza dell’amicizia senza condizioni, priva di pregiudizi e paura del diverso.

Il romanzo è un inno all’umanità, al suo rapporto con la natura che deve rispettare e alla scoperta. Mi ha permesso di immedesimarmi molto bene nella storia, tra l’altro tratta da una vicenda realmente accaduta, perché parla proprio di quello che più desideriamo noi adolescenti: dimostrare che anche alcune nostre scelte sono giuste nonostante vadano contro il parere degli adulti.

L’aspetto del libro che più mi ha colpito è stato il fatto che bisogna scegliere. E, cavolo, quanto è difficile scegliere! Ti trovi sulla soglia del bosco e tutto intorno tace. È tua la decisione: torni indietro e non corri il pericolo di perdere, o attraversi il confine imposto e provi a vincere?

Matteo Zaccarelli