Una fondamentale esperienza sensoriale

Come racconta Angela Hanscom, terapeuta occupazionale pediatrico, “ a natura è un’esperienza sensoriale fondamentale […]. È ora di oltrepassare le soglie dei i muri che circondano gli edifici, di portare le nostre tecniche terapeutiche fuori all’aria fresca, e di usare i giochi all’aperto per arricchire le vite dei bambini”. E se questo vale nella terapia, ancor più dovrebbe essere un impegno costante nella vita quotidiana, perché i bambini hanno bisogno di stare fuori, non di vivere chiusi tra pareti, hanno diritto a vivere quanta più natura possibile nelle loro vite, non di trovare dentro  surrogati artificiali.

Angela Hanscom,  terapeuta occupazionale  pediatrico, sostiene la necessità di una “terapia di natura”.

“Quando dico alle persone che sono una terapeuta occupazionale pediatrica e che mi occupo di programmi in natura, spesso noto sguardi  confusi che attraversano il loro viso. […]

Io ho capito fin dal principio che questo concetto era fuori dagli schemi  ed estraneo a molte persone. In genere quando le persone pensano alla terapia occupazionale, pensano automaticamente a bambini con necessità speciali. Io invece ho usato le mie abilità come terapeuta occupazionale in maniera non convenzionale. Vedo la natura come un’ esperienza sensoriale fondamentale  per tutti i bambini ed una forma necessaria di prevenzione di disfunzioni sensoriali.

Quello di cui la maggior parte delle persone non si rende conto è che i terapeuti occupazionali pediatrici sono in una posizione unica per fare qualcosa su questo problema molto reale.

Sempre più i bambini infatti presentano problemi  sensoriali. Non si muovono più come in passato: è raro trovare bambini che rotolano giù dalle colline, che roteano su sé stessi solo per divertimento, o che si arrampicano in alto sugli alberi. Infatti, la nostra società scoraggia questo tipo di giochi per questioni di responsabilità, nel timore di possibili cadute.

E tanto più noi limitiamo i movimenti dei bambini e li teniamo separati dal mondo naturale, tanto più vediamo crescere in loro la disorganizzazione sensoriale. Infatti, come notano molti insegnanti, oggi i bambini cadono molto più frequentemente dalle loro postazioni a scuola, si scontrano con i muri, inciampando sui loro piedi e si mostrano incapaci di prestare attenzione. I dirigenti scolastici si lamentano che i bambini diventano sempre più aggressivi negli spazi gioco dedicati e che “sembrano non riuscire a restarsene alla larga senza alzare le mani uno sull’altro” durante l’intervallo. E gli insegnanti sono alla ricerca di risposte.

I terapisti occupazionali pediatrici possono aiutare. Noi abbiamo conoscenze  di neurologia per spiegare perché la limitazione del movimento provoca poi problemi di comportamento nei bambini; perché l’irrequietezza sta divenendo più comune di prima e la ragione fondamentali per cui i bambini ad esempio, si colpiscono con più forza durante i gioco del “ce l’hai”.

I terapisti occupazionali pediatrici possono usare anche la loro conoscenza unica sullo sviluppo dei bambini per istruire gli altri sulle qualità terapeutiche dell’esperienza in natura. Per esempio, loro possono spiegare, che l’ascoltare il canto degli uccelli in natura aiuta a migliorare nei bambini la consapevolezza spaziale, o che roteare  su se stessi  rafforza il sistema vestibolare, o ancora che camminare a piedi nudi integra riflessi che prevengono complicazioni future ai piedi.

Tradizionalmente i terapisti occupazionali pediatrici si trovano nelle scuole o nelle cliniche al coperto. Noi ci siamo avventurati  fuori incominciando ad usare gli animali e il giardinaggio per la terapia. Ma cosa accadrebbe se molti più terapeuti si avventurassero fuori? Cosa accadrebbe se usassero pozzanghere giganti per invitare i bambini ad esplorare più pienamente i loro sensi? Cosa accadrebbe se andassero nei boschi per invitare i bambini a pensare apertamente e creativamente, mentre costruiscono un  forte in un luogo tranquillo partendo dal loro personale progetto?

Ci sono molte possibilità di usare il grande potenziale del fuori  e di vedere i benefici sensoriali del gioco all’aperto per aiutare bambini ad integrare i propri sensi nel più naturale dei modi.

Ecco alcuni dei modi meravigliosi in cui i terapeuti, e non solo, possono fare un passo indietro e cominciare a vedere il gioco fuori come terapeutico:

1- Arrampicarsi sugli alberi. Nel setting clinico, tradizionalmente i bambini usano pareti attrezzate di plastica per lavorare sul rafforzamento e la coordinazione di tutto il corpo. Cosa accadrebbe se cominciassimo a lasciare che bambini scalino degli alberi fuori per la terapia? In questo caso la sfida ulteriore da affrontare è che gli alberi non sono dotati di colori programmati e dunque i bambini avranno bisogno di usare maggiormente le loro abilità di problem solving nel tentativo di scalare l’albero, esaminando inoltre i rami su cui si avventurano per assicurarsi che siano sicuri e robusti. Da questo imparerebbero l’abilità di mettersi sicurezza e durante la scalata gli alberi offrirebbero una bella esperienza tattile naturale.

2- Giocare nelle pozzanghere. I terapeuti occupazionali lasciano giocare i bambini in vasche sensoriali riempite spesso con riso colorato, fagioli e sabbia. Per massimizzare pienamente l’esperienza sensoriale di un bambino e renderla più significativa, che ci sarebbe di meglio che il permettergli di giocare nelle pozzanghere durante le sedute? I bambini  che si devono muovere nel fango, mettono alla prova il loro equilibrio, le abilità visive e utilizzano i loro sensi.

3- Camminare  a piedi nudi su un tronco. Nella pratica clinica, spesso bambini vanno a piedi nudi su assi di equilibrio artificiali che sono stati pianificati per essere “sensoriali” attraverso piccole protuberanze di plastica. Se noi portiamo fuori bambini, potremmo permettere loro di andare a piedi nudi su tronchi di alberi caduti, migliorando la loro esperienza sensoriale su una moltitudine di livelli diversi. Non solo sperimenterebbero texture  diverse, ma sentirebbero le sensazioni di umido in contrasto con l’ asciutto, dello scricchiolio in contrasto con il morbido, del rumoroso in contrasto con il silenzioso, e tutte le variazioni di temperatura.

4- Dondolare fuori. […]Se portiamo i bambini a dondolare fuori, noi aumentiamo le loro esperienze sensoriali.  Ora sono esposti al suono del canto degli uccelli, ora dal vento sulla loro faccia e dalle ombre che giocano attraverso la terra mentre dondolano. Dondolare all’aperto impegna tutti i loro sensi, non solo quello vestibolare dell’equilibrio.

5- Costruire un forte. Nelle cliniche, è molto comune e divertente per i bambini poter progettare i propri percorsi ad ostacoli. Questo favorisce il problem solving, la creatività, e le capacità di pianificazione. Se noi lo facciamo all’aperto, cosa accadrebbe? I bambini amano creare fortini partendo da loro progetti, usando ogni cosa, da bastoni e mattoni a stoffa e Plexiglas. Ancora una volta stanno lavorando sulle stesse abilità, ma sono esposti a molti più stimoli sensoriali e allo stesso tempo sono maggiormente stimolati nelle capacità immaginative.

La natura è veramente un’ esperienza sensoriale fondamentale ed è lo strumento perfetto da utilizzare per i terapeuti occupazionali, sia nella  prevenzione che nel trattamento. È ora di oltrepassare le soglie dei i muri che circondano gli edifici, di portare le nostre tecniche terapeutiche fuori all’aria fresca, e di usare i giochi all’aperto per arricchire le vite dei bambini.”

Per approfondire

Traduzione e adattamento CO