Una vita per la Natura

Gli appassionati di natura conoscono bene Stefano Unterthiner, l’unico fotografo italiano che è riuscito a pubblicare i suoi reportage sul National Geographic, la prestigiosa rivista americana. Da poco è uscito il suo ultimo libro “On Assignement – Una vita selvaggia” per Ylaios: una riflessione sulla sua passione per la fotografia e gli animali che nel tempo è diventata una missione per la salvaguardia del Pianeta e delle sue meravigliose creature.
Così, attraverso immagini di straordinaria bellezza – realizzate grazie ad appostamenti di mesi e al dono dello sguardo – ripercorriamo insieme a Unterthiner la sua carriera. Il titolo fa riferimento alla rubrica di chiusura della celebre rivista, che da ragazzino sfogliava con grande curiosità, dedicata a un fotografo che aveva contribuito al numero con un incarico (“on assignement”).
Un libro che racconta di come la passione possa diventare un lavoro – grazie al talento e alla tenacia – e che parte proprio dal primo incarico per il National Geographic nel 2009 (anche se Stefano ha iniziato a fotografare da giovanissimo e ha pubblicato il suo primo lavoro nel 1998 sulla rivista italiana Oasis).
A un certo punto del libro, ci ritroviamo proiettati su una piccola isola subantartica alla ricerca del pinguino reale insieme a Stefano e alla futura moglie Stéphanie: “Quella piccola isola mi cambiò. A Possession scoprii un mondo primordiale, selvaggio e altrove ormai scomparso, dimenticato. Nei quasi cinque mesi trascorsi in quelle terre lontane, mi riavvicinai alla natura… Tornai a sentirmi libero e felice, come accadeva da ragazzo quando girovagavo in montagna. Non fu difficile. Insieme a Stéphanie, trascorrevo intere settimane in qualche piccolo rifugio: poco più di una capanna con un letto a castello e un angolo per cucinare.
Intorno, gli animali e la natura severa di quelle latitudini. La base scientifica era a diverse ore di marcia e l’unico contatto con altri esseri umani era via radio al mattino e alla sera. Ricordo che entrambi dovemmo abituarci a quel modo di vivere: riprendere l’abitudine di aver tempo, ai silenzi, alla solitudine. Al vento e alla pioggia, a una vita all’aria aperta. Era difficile, talvolta, ma era tutto così intenso. In quei giorni ho capito che l’unica vita che veramente merita di essere vissuta è accanto alla natura.”
In queste parole troviamo tutta l’essenza delle opere di questo zoologo (con un dottorato alle spalle) che si impegna da anni per la Natura. Così, le sue immagini – che sono bellissimi quadri quasi irreali e poetici – raccontano tanto di un mondo che conosciamo ancora poco e che sta pian piano scomparendo.
Il premio “WildLife Photographer of the Year” legato all’immagine di un cinopiteco (un macaco nero indonesiano con una cresta e occhi arancioni), che ha fatto il giro per il mondo, ha rappresentato non solo una svolta per la sua carriera, ma il segnale di un impegno per la conservazione che sempre più ha caratterizzato il lavoro di Stefano. Il cinopiteco è, infatti,una specie endemica (cioè peculiare di un determinato territorio), considerata tra i 25 primati più a rischio di estinzione dalla IUCN – Unione Internazionale per la difesa della Natura – a causa del bracconaggio e della deforestazione. La fotografia è diventata dunque un potente strumento di denuncia: della caccia illegale, degli animali tenuti in cattività alla catena come animali da compagnia, degli incendi dolosi…
Il racconto prosegue fino a uno sguardo al futuro: un impegno, una scelta di vita che coinvolge ora non solo Stefano ma la moglie e i suoi due figli.
Il fotografo conclude scrivendo “Sono sempre stato un grande idealista. Volevo che il mio lavoro contribuisse a cambiare il mondo”. Io penso che sia riuscito benissimo: leggendo il suo libro e osservando con sguardo attento le sue foto, le riflessioni che ci si pone sono profonde e questo è già un grande risultato. Inoltre, con questo volume prosegue la sua iniziativa de “I diritti d’autore per gli animali”. Per ogni copia venduta sarà donato un euro a un progetto di conservazione. Un motivo in più per acquistarlo.

A.P.