Tra bambini, adulti e natura

“C’erano una volta, nella grande pianura dell’America, dei Pellerossa che si chiamavano Comanci. Nella loro tribù viveva una vecchia di nome Takatuan, che significa “Donna dalle molte mani”. Quel nome le era stato dato da giovane, perché fin da allora aveva avuto le mani svelte, capace di fare moltissime cose […] Passarono gli anni, e Takatuan divenne vecchia. Le sue mani cominciarono a tremare. Sapevano ancora fare molti lavori e giochi, ma più lentamente e con meno precisione. Cosa fece Takatuan? […] Chiamò alla sua tenda i diciotto bambini del villaggio, […] si mise al lavoro e fece ai bambini la scuola delle mani. Giorno dopo giorno, con pelli, cappelli, foglie, paglie, legni, cordicelle, pasta, argilla, insegnò ai diciotto bambini quello che sapeva fare”. La protagonista di questa storia di Roberto Piumini ha trasformato un momento di difficoltà in una risorsa per tutti. Ha tramandato la sua manualità e la sua gente le si è stretta attorno. Ha condiviso i suoi saperi con i bambini e li ha educati ad un legame profondo con la terra e con la comunità. Una storia che ha ispirato i fondatori di un’associazione di famiglie friulane, che in essa hanno riconosciuto i propri valori e i propri obiettivi. Tanto da sceglierla come nome. “Le mani di Takatuan”, vincitrice del premio BeN 2018 “Famiglie Fuori”.
Il 1° maggio 2012 nasce l’associazione, da un gruppo di 8 famiglie che hanno condiviso il sogno di Simone e Martina: “quello di far nascere e vivere un luogo dove incontrarci per dedicare tempo ed energie ai nostri bambini, nella convinzione che un luogo e un tempo pensato apposta per loro faccia star bene tutti”. Un sottobosco a più livelli che scende verso la confluenza tra due torrenti, a circa 20 km da Udine, un grande tipì indiano, un tempo lento e condiviso in cui giocare all’aperto, esplorare e sperimentare in natura, accendere un fuoco, cucinare e pranzare insieme, prendersi cura del luogo in cui si vive. Insieme. L’associazione mira a riunire famiglie desiderose di promuovere uno stile di vita all’aperto e di auto-organizzare attività educative continuative e di altri servizi di mutuo aiuto, favorendo la partecipazione di bambini e adolescenti di età differenti e con bisogni differenti, anche “speciali”. Le famiglie pioniere vorrebbero conquistare una dimensione di comunità nelle quali tutte le famiglie possano riconoscersi. E ci riescono! A sei anni di distanza le famiglie coinvolte sono 26 e le proposte si sono intensificate: campus estivo e invernale, incontri di riflessione e approfondimento per i genitori, contaminazioni con realtà del territorio. Questi primi anni di vita dell’associazione hanno risposto ai bisogni di chi aveva mosso i primi passi e il lungo ed intenso tempo trascorso insieme ha innescato altre consapevolezze e riflessioni. “Le mani di Takatuan” oggi vuole creare un contesto che possa garantire alcuni bisogni dei bambini spesso disattesi: un tempo sospeso, “vuoto”, non finalizzato, che consenta un gioco libero e spontaneo, con adulti presenti, ma che sanno farsi da parte. Un tempo che dia valore alle routine condivise, come preparare insieme il pranzo, lavare i piatti, fare il caffè. Un tempo dilatato che lascia spazio all’inatteso. Un tempo che concede anche riposo.
Bambini, adulti e natura. Un territorio che ospita, che accoglie, di cui ci si sente parte e di cui ci si prende cura. Per tornare ad un’idea di bambino radice e di una famiglia “allargata” che spalanca le braccia e si fa carico di un’intera comunità.

A.S.