Quando la natura insegna

“Nella nostra scuola si impara per risolvere problemi, per comprendere fenomeni naturali, sociali e pratici, affinché si sperimenti che conoscere e imparare è utile e divertente.
Il perno intorno a cui ogni pratica, ogni attività ogni strumento viene posto in essere, è il bambino. Riconosciamo ai bambini il ruolo di attori protagonisti del proprio cammino di auto formazione ed auto educazione. Anche dal punto di vista evolutivo, i bambini sono biologicamente specializzati ed adatti a un compito specifico: sanno imparare. I loro strumenti naturali per far questo sono il gioco e l’imitazione dei i modelli comportamentali dei loro adulti di riferimento. È la loro abilità innata e più funzionale.

Agli adulti, genitori, insegnanti, società, il compito di affiancarli e favorirli nei processi di apprendimento di formazione cognitiva, affettiva, motoria, e di formazione della loro coscienza di sé come individui e come membri della società.
Si tratta di un vero e proprio ribaltamento copernicano dei ruoli: non la centralità del sapere da trasferire ai bambini/contenitori, ma insegnanti /compagni di viaggio che scelgono insieme ai bambini strade e sentieri e li accompagnano, motivandoli, orientandoli, valorizzandone i successi ed incoraggiando a superare le difficoltà. All’interno di questa relazione cooperativa insegnante-alunno, in un’atmosfera empatica, allegra e fiduciosa, si instaura, quindi, un’atmosfera che rende possibile un apprendimento profondo, basato su esperienze concrete, su soluzione di problemi reali, su relazioni sincere, il tutto in un ambiente sereno e allegro.”

Sono questi i punti fermi di riferimento del progetto Bimbisvegli della Scuola Primaria Statale di Serravalle d’Asti (AT), vincitrice del primo premio Bambini e Natura per la sezione Scuole.
Da dove proviene il termine Bimbisvegli?

Bimbi perché si sostengono tutti i diritti basilari dell’infanzia, tutte le caratteristiche delle tappe evolutive che ogni bambino attraversa, ponendo in essere attività prevalentemente basate su un approccio empatico, affascinante, coinvolgente, sensoriale. Molte delle attività vengono introdotte attraverso la modalità più congeniale ai bambini in questa fascia d’età: il gioco. I bambini, piccoli individui in formazione, vengono accolti nel loro bisogno di esprimere la loro fantasia, emotività, corporeità, empatia.
Spesso l’uso di favole e racconti aiuta a rendere più chiari eventi umani e avvenimenti storici o processi scientifici che a livello concettuale sarebbero più complessi. Il sogno, l’affidarsi al fantastico, specie nei primi anni, permettono di veicolare concetti difficili che su un piano razionale e discorsivo sarebbero troppo complessi. Possiamo dire che il fantastico in questo caso diventa più realistico del razionale. Niente viene però preso per gioco o sottogamba. Dopo aver spiegato e compreso un fenomeno con la fantasia e l’ausilio di giochi e canzoni, si sintetizza e si passa al piano teorico e cognitivo in modo da strutturare e consolidare un pensiero via, via più razionale. La sperimentazione diretta di fenomeni, relazioni e reazioni viene utilizzata come modalità abituale. “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio comprendo.” (Confucio)

Svegli: si riconosce ai bambini, futuri adulti, cittadini del mondo che sarà, importanza e diritto a osservare il mondo, porsi domande, trovare e proporre soluzioni: esprimersi con la consapevolezza di essere ascoltati. Per sostenere e favorire questa inclinazione a coinvolgersi per il bene comune e diventare futuri cittadini, solidali, critici e attivi, si coinvolgono i bambini nella maggior parte delle decisioni di classe: si leggono notizie d’attualità, si presentano personaggi del passato e del presente, che con il loro esempio e con il coraggio di scelte coerenti hanno saputo illuminare e rendere il mondo più bello e giusto.I bambini sono incentivati ad osservare e ad avere opinioni, discutendole nel rispetto di quelle altrui e a prendere posizione pubblicamente con lettere ai giornali, alle autorità e sul blog di classe, il cui motto è : lo spazio dei piccoli, che pensano (ed agiscono) in grande.

La pratica educativa portata avanti con la massima convinzione dagli insegnanti è quella di far crescere i bambini in un ambiente solidale, aperto, accogliente, in cui ognuno cerca, persegue, favorisce il più possibile il bene proprio insieme agli altri, insieme a quello degli altri, affinché possano sentirsi all’interno di un gruppo, con compagni con cui collaborare piuttosto che in competizione.
All’interno del progetto viene dato ampio spazio all’educazione sentimentale. Con questo termine intendiamo raggruppare la totalità di relazioni e di percezioni sensoriali che possono essere sperimentate dalle persone quando entrano in relazione le une con le altre. Attraverso questo approccio, all’empatia attraverso la globalità dei sensi, è quindi facile passare in modo naturale e armonico da tematiche specifiche dell’affettività interpersonale, a quelle di educazione alla pace, all’armonia nell’educazione musicale, all’ascolto, a valorizzare la gratitudine, alla coordinazione, all’educazione, motoria. E per fare in modo che ogni bambino possa sentirsi ascoltato, accolto e valorizzato vengono organizzate frequenti attività corporee e sensoriali, ma anche eventi pubblici e viene utilizzato il blog di classe.

In questa cornice ampio spazio viene dato al rapporto tra educazione e natura. E’ spesso la natura stessa, infatti, ad insegnare e soprattutto ad offrire spunti per un’esplorazione multisensoriale dei fenomeni, degli organismi e della materia. Uscite in parchi o nelle campagne, anche solo l’osservazione della vita in poche gocce d’acqua, vedere e salvare i lombrichi che escono allo scoperto dopo un acquazzone, offre opportunità emozionanti per imparare e comprendere argomenti e fenomeni complessi con un approccio pratico, sperimentale, multidisciplinare. Finché l’esperienza è stata portata avanti in un contesto cittadino, la natura i bambini e gli insegnanti sono andati a cercarla. In classe c’è sempre stata la presenza di qualche animale da accudire e con il tempo è stata ricavato uno stagno nel cortile della scuola, un laboratorio scientifico all’aria aperta che ha permesso entusiasmanti incontri e profonde conoscenze. Da un paio d’anni la scuola si è trasferita in una scuola di frazione a pochi chilometri da Asti. Qui le possibilità di sperimentazione naturale sono ancora più numerosi, essendo il contesto scolastico circondato da boschi. Tutte le esperienze e le lezioni tenutesi all’aperto sono state vissute in un clima cooperativo, senza conflittualità o agonismo: la natura lascia spazio, e concede a ciascuno di prendersi i propri spazi ed i propri tempi.

Degna di nota è l’attività nata inizialmente come gioco: disegnare la Mappa dei Tesori. Sono stati battezzati tutti i luoghi di interesse attorno alla scuola con toponimi basate su esperienze significative per i bimbi. L’attività ha permesso di misurare le distanze da un punto all’altro, esercitandosi così sulla numerazione progressiva per i bambini della classe prima. In un secondo momento è stato possibile riflettere sulla differenza di misurazione dovuta alla diversità dei passi di ognuno e infine di riportare in scala sulla mappa i passi, dividendo i risultati medi per 10. I bambini riescono ad orientarsi perfettamente all’interno del bosco, indicando dove sia la scuola o il castello, riuscendo ad orientare la mappa cartacea allineandola ai punti di riferimento reali. E’ stata documentata l’attività di fine anno, in forma ludica, di orientamento e osservazione naturalistica all’interno del blog di classe (http://www.bimbisvegli.net/ weblog/archives/2324).

Essere scuola all’aperto ha significato anche apertura al territorio, coinvolgendo enti quali la Pro loco e abitanti che hanno generosamente offerto di mettere a disposizione abilità e saperi.
Particolarmente preziosa ed arricchente è il rapporto di apertura ed incontro con la comunità migrante ospitata nel centro di accoglienza per profughi richiedenti asilo localizzata a pochi metri dalla scuola.
I ragazzi della comunità, inizialmente hanno aiutato nella decorazione dei locali, successivamente, grazie ad un protocollo d’intesa tra scuola prefettura e società di gestione della comunità, si sono coinvolti nelle attività didattiche assistendo gli insegnanti del progetto e gli alunni nelle attività di scrittura , di lingua inglese, di teatro arrivando a diventare parte integrante preziosa e coinvolta del gruppo classe . Il laboratorio interculturale ha prodotto uno spettacolo teatrale sul tema della migrazione recentemente portato in scena davanti ad una platea di oltre 3000 persone.
(http://www.bimbisvegli.net/weblog/archives/2315)
I dati relativi alle abilità degli alunni in uscita sono più che buoni e il risultato ancor più degno di nota è che il follow up dei ragazzi a 10 anni mostra che il grado di consapevolezza, impegno nel sociale, empatia verso la natura sono ben radicati; la maggior parte dei ragazzi che hanno vissuto questa esperienza, inoltre, hanno proseguito il loro percorso scolastico con profitto e soprattutto convinzione e determinazione.

Bimbisvegli
L.Z.