Fermarsi ad ascoltare

Nel camminare in natura ci sono volte in cui vale la pena fermarsi ed ascoltare.
Acoltare, a partire dall’utilizzo delle orecchie, è un modo di incontrare la natura che stiamo un po’ perdendo, a favore dell’utilizzo della vista che è sempre sollecitata e favorita dalle ricerche fotografiche che spesso accompagnano gli appassionati di natura.
Eppure è altrettanto gratificante, interessante e sorprendente connettersi con i suoni, se pur nella difficoltà di poterli trattenere in memoria o nella fugacità che portano con sé, rispetto invece a ciò che è visibilmente catturabile.
Ora che la primavera si affaccia con sempre più determinazione, insieme alle fioriture multicolori si accompagnano concerti di uccelli, spesso invisibili agli occhi ma potenti nell’affermare vitalità.
Senza riflettere facilmente sentiremo solo un suono predominante, che fa da sfondo al nostro passeggiare ma se decidiamo di fermarci e dedicare il nostro tempo a quei suoni, ci si aprirà un mondo.
Potremo scoprire che oltre al suono dominante ce ne se sono altri, 2,3, 4 ma forse anche 5 differenti versi di uccelli. E’ la famosa orchestra di cui fin da piccoli abbiamo sentito narrare.
Suoni continui veloci e acuti, alcuni con intervalli cronometrabili, altri che fanno pensare ad un meccanismo di botta e risposta, suoni cupi e ritmati, altri ancora che all’improvviso percepisci ma ti accorgi che erano sempre di sottofondo.
I bambini sono predisposti più di noi adulti al fermarsi, sono incredibili scopritori di sedute ideali dove trascorre il tempo, che siano muretti, avvallamenti del terreno o radici imponenti.
Fermarsi con loro e ascoltare insieme i suoni della natura può diventare un atteggiamento da sostenere anche nei percorsi scolastici, un’occasione per affermare ai bambini che anche gli insegnanti si pongono domande a cui non sanno rispondere nell’immediato, che può valere la pena tornati a scuola, darsi da fare per rispondere alle domande che ogni adulto ed ogni bambino si sarà posto: quali uccelli producono quei suoni e con quali finalità? Esiste un sistema di comunicazione, di che tipo e quali messaggi veicola? Uccelli di diverse specie usano i suoni per comunicare? perché in primavera è più consueto sentire i suoni degli uccelli? Ogni domanda è interessante in quanto chi la pone non ne conosce la risposta e vuole condividere con gli altri il suo non sapere ed il desiderio di arrivare a conoscere.
Accogliere come insegnanti la natura nella propria progettazione vuol dire anche riconoscere le proprie lacune ma soprattutto può voler dire darsi l’occasione per fare ricerca insieme ai bambini.

Fermarsi

CdA