Famiglie per Scuole Fuori

La parola genitorialità ha un significato rilevante nella costruzione dell’identità scolastica, di ogni ordine e grado. Spogliato dell’essere destinatario passivo, utente di un servizio, il genitore può essere una presenza attiva e cooperativa, voce del territorio e portatore di nuove competenze. Tra le linee di indirizzo sulla Corresponsabilità Educativa, pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione, si legge: “Gli insegnanti e i genitori, nonostante la diversità dei ruoli e la separazione dei contesti di azione, condividono sia i destinatari del loro agire, i figli/alunni, sia le finalità dell’agire stesso, ovvero l’educazione e l’istruzione in cui scuola e famiglia operano insieme per un progetto educativo comune.”

Come partner responsabile, il genitore porta curiosità e domande che la scuola può accogliere, esplorare e rilanciare, soprattutto quando si parla di educazione all’aperto, di allestimento di spazi naturali e di desiderio di non limitare le scelte educative all’ambito istituzionale. La scuola descritta anche nel Decalogo delle Scuole Fuori è una scuola intenzionata a promuovere un pensiero che va oltre i muri di un edificio per diffondersi e contaminare la quotidianità di ognuno, perché non si può essere “Scuole Fuori” se non si coopera con “Famiglie Fuori”.

Genitori ed insegnanti possono essere collaboratori, co-ideatori e co-realizzatori di spazi e progetti, come una cucina all’aperto, realizzata con materiali di recupero ed incontri di approfondimento sui benefici del gioco all’aperto.

“Le famiglie Fuori sono in rete. Esplorare il mondo è bello e importante, e farlo con altri lo è ancora di più, perché si sta in compagnia ma anche perché si invitano sempre più persone a tornare in dialogo con la natura e a proteggere il nostro pianeta.” (punto 10, Decalogo delle Famiglie Fuori)

Genitorialità

Foto gentilmente concessa dal Nido Paul Harris.