I bambini trascorrono fuori meno tempo dei detenuti in prigione

Ai prigionieri detenuti nelle carceri di massima sicurezza in America sono garantite quotidianamente  due ore di tempo all’aperto, mentre un bambino su due, oggi, ne trascorre fuori meno di una.

I bambini ogni giorno trascorrono fuori meno tempo di quanto ne trascorrano i detenuti in prigione negli Stati Uniti. A loro sono garantite quotidianamente due ore di tempo all’aperto, mentre un bambino su due è fuori per meno di un’ora. Una recente indagine, compiuta su 12.000 genitori situati in 10 paesi che hanno bambini tra i 5 e i 12 anni, ha riscontrato che un terzo di loro trascorreva fuori meno di 30 minuti di tempo ogni giorno.

Un cortometraggio pubblicato recentemente (https://www.youtube.com/watch?v=8Q2WnCkBTw0) rivela quanto è importante per i detenuti avere quotidianamente la possibilità di trascorrere tempo all’aperto e quanto essi stessi siano sorpresi nell’apprendere invece che i bambini ne hanno a disposizione anche meno di loro. I detenuti che vivono al Wabash Valley Correctional Institute, un istituto di massima sicurezza in Indiana, descrivono il tempo quotidianamente trascorso fuori come la parte probabilmente più importante del loro giorno. “È un’opportunità per prendere tutta la frustrazione e tutti i problemi e metterli da parte”, “Aiuta a tenere la mente a posto e il corpo forte.”

Quando il regista chiede loro come risponderebbero se il loro tempo fuori fosse ridotto a solo un’ora al giorno, i detenuti inorridiscono all’ipotesi: “Penso che farebbe crescere la rabbia”, “Sarebbe una tortura”. Una guardia dice che sarebbe “potenzialmente disastroso.”

Rimangono scioccati e si legge chiaramente l’incredulità sulle loro facce quando viene detto loro che le persone a cui è invece concesso meno tempo di loro all’aperto sono i bambini. “Wow, questo è davvero deprimente!”, “Qualcosa sta andando davvero storto!”. Ed è proprio così.

Lo studio iniziale è stato condotto da due aziende produttrici di detersivo da bucato – OMO e Persil – che, comprendendo quanto atroce fosse per i bambini la situazione, hanno lanciato una nuova campagna intitolata “Sporco è bello! Liberate i Bambini” (http://www.dirtisgood.com/uk/home.html). Nel Regno Unito la campagna è guidata da Sir Ken Robinson, conosciuto per i suoi studi nell’ambito della creatività e dell’innovazione nell’istruzione (https://www.youtube.com/watch?v=7T7H83JIC8U), e dal Dott. Stuard Brown, a capo del National Institute of Play. I genitori possono esprimere le loro considerazioni sull’importanza del gioco e iscrivere la scuola dei propri figli alla giornata della “Classe all’aperto”.

Questa nuova ricerca conferma quello che abbiamo già sentito da molte fonti diverse, ovvero che i bambini stanno trascorrendo troppo tempo in casa ad osservare schermi invece di prendere parte a giochi all’aperto dove possono usare la loro immaginazione e giocando sporcarsi. Il tempo all’aperto dovrebbe essere pensato come un diritto di tutti bambini, non qualcosa che è limitato ai pochi fortunati i cui genitori hanno tempo, risorse, o inclinazione a riconoscerglielo. Le scuole e i governi devono essere coinvolti per assicurare che questo accada. Ed è assurdo che si debba portare come paragone quello dei detenuti in prigione per fare in modo che ci si renda conto di quanto sia minimo l’accesso alla natura che tutti i bambini del mondo trovano oggi.

Per usare le parole di una guardia di sicurezza del Wabash, “Se Lei non deve gettare i bambini nella vasca da bagno, allora significa che non hanno giocato abbastanza intensamente!”.

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Per approfondire (Traduzione e adattamento CO).