Fuori

Un racconto intorno al rapporto tra educazione e natura da più punti di vista – di pedagogisti, educatori, studiosi ed esperti di differenti ambiti disciplinari. Un inno alla natura e al suo valore nell’educazione di bambini e ragazzi. Un invito per gli adulti a giocare il proprio ruolo educativo fuori dalle solite mura.

Questo è un libro nato e coltivato fuori, il fuori delle ricerche-formazione sul campo, aperto e spesso verde, di esperienze educative e didattiche che si cimentano con una scuola fatta all’esterno, o per lo meno in costante relazione con esso; il fuori dell’osservazione di ciò che accade quando bambini e ragazzi, nei servizi educativi per l’infanzia e a scuola, ma anche nell’extrascuola e nel tempo libero, hanno la possibilità di sperimentarsi in relazione con l’ambiente naturale; il fuori, infine, di una passione per lo stare in natura che accomuna quanti vi hanno scritto.

Il fuori cui ci riferiamo è ovviamente in primo luogo quello della natura, ma più in generale è quello del mondo oltre la soglia delle classi e delle abitazioni, che parla altre lingue e altri linguaggi. Un fuori molto contestualizzato e, se vogliamo, prima local che global, perché risente del luogo a cui quanti hanno contribuito al testo appartengono, cioè l’Italia da inizio del terzo millennio, con il suo timore per l’esterno, la sua paura del freddo e del caldo, dello sconosciuto, sovente dello straniero. E contemporaneamente con i suoi figli sempre più connessi, con schermi spalancati sull’universo ma spesso chiusi dentro, eppure curiosi verso tutto ciò che accade oltre la porta. Ma anche con le sue scuole, in tensione tra una tradizione fiera e il desiderio, che si fa bisogno, di essere in dialogo con il mondo, aperte all’esterno, in continuità tra dentro e fuori, appunto: per giungere definitivamente ad una scuola disponibile a ripensarsi in relazione a quel mondo e soprattutto ai bambini e ai ragazzi che lo abitano e abiteranno, coerentemente con quelli che oggi sappiamo essere i modi in cui apprendono – modi che somigliano molto a quelli della ricerca scientifica – contemplando interessi e dunque motivazioni, partendo da domande autentiche, rispettando le differenti inclinazioni, consentendo di esplorare con tempi individuali, valorizzando la portata di tentativi ed errori.
Parallelamente, quello a cui ci riferiamo è un fuori globale, perché interessa questioni universali, come ci ricordano costantemente i colleghi di tutto il mondo a cominciare da quelli del Children & Nature Network, questioni che riguardano la salvezza stessa del pianeta e la possibilità dei suoi abitanti di vivere una vita eticamente rispettosa verso l’ambiente, se stessi, gli altri. Ma anche di vivere in pienezza, salute, intelligenza, felicità.

Ce lo chiedevate da un po’: adesso, Fuori è… fuori.
Noi ci auguriamo che semini parole buone.
E, se vi va, vi aspettiamo il 14 dicembre alle 17 al Muba

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